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CORAGGIO ITALIA CE LA FAREMO TUTTI INSIEME

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Enduro-cross in muddy stump track

Un cordiale saluto a tutti gli appassionati di quella che fino al 1981 in Italia si chiamava Regolarità (erano i miei tempi), cui la FIM decise di cambiare nome in Enduro a livello mondiale anche perché in Europa aveva diverse altre denominazioni; in Germania Gelande Sport, in Spagna Todo Terreno, in Francia Regularitè.

Oggi, domenica 15 marzo 2020, siamo qui chiusi in casa per via della pandemia di Coronavirus. In questi momenti anche noi tutti enduristi, (piloti, team, addetti al lavori, appassionati, insomma tutti, ma proprio tutti…..) siamo chiamati a una riflessione tanto che potremmo ispirarci a queste parole:

“Nel mezzo del cammin di nostra vita…”. Così racconta Dante Alighieri nella Divina Commedia nel primo canto dell’Inferno.

Il riferimento immaginario è di attraversare una selva oscura come i partecipanti a una gara di enduro che ora sono a casa a riposo forzato.

Un cammin di nostra vita dalle svariate interpretazioni. Infatti, al di là dell’interpretazione letterale: «avevo smarrito il sentiero per il quale stavo andando e mi persi in una selva oscura», la “diritta via” va interpretata come “la via del bene”.

Infatti, Dante, nel periodo in cui scrisse l’opera, viveva un momento di crisi (forse come quella che oggi ci attanaglia): la Divina Commedia è un cammino di purificazione di Dante e di tutta l’umanità. “Che la diritta via era smarrita” è una frase per indicare il momento di sbandamento morale e delusione nei rapporti umani dell’autore come potrebbe essere anche il nostro se non fosse per la passione che ci lega all’enduro.

Un momento di sbandamento, di mancanza di gare, senza l’adrenalina che ci trasmettono i nostri eroi, è come un vuoto dentro queste nostre giornate.
Però, dico a tutti; siamo enduristi, fatti di enduro, mangiamo pane e enduro, viviamo di enduro riempiendo il nostro spirito, i nostri sogni.

Del resto cosa è l’enduro se non uno sport di fatica, di sudore, di ostacoli imprevisti da affrontare e superare, di prove speciali estreme da portare a termine, di sfide col cronometro per vedere chi è il più veloce. Da noi deve partire anche un messaggio di speranza per tutti. Per l’Italia intera che possa essere di esempio per chi sta lottando contro questo mostro invisibile.

Diciamolo forte: non arrendetevi, siate forti e coraggiosi. Dal mondo dell’enduro arriva questo messaggio: tenete duro, anzi ENDURISSIMO! INSIEME CE LA FAREMO! ORGOGLIO D’ITALIA!

Isy Trapletti: GPenduro.com